Negli ultimi anni le librerie tradizionali in Giappone hanno affrontato una crisi significativa, con la chiusura di molti punti vendita locali. A marzo 2024 quasi un terzo dei comuni giapponesi non aveva più una libreria, il che mette in luce una tendenza preoccupante per il settore editoriale. Nonostante questo, per fortuna stanno emergendo nuove idee per rivitalizzare il mondo dei libri. Tra queste c’è la libreria Honmaru di Tokyo, che ha introdotto un concetto rivoluzionario: scaffali in affitto che permettono a privati e aziende di esporre e vendere libri in modo autonomo.

Anche in Italia il settore editoriale sta affrontando sfide simili (e lo sappiamo bene), con un calo delle vendite nelle librerie fisiche e la chiusura di molte piccole librerie indipendenti. Come accade in Giappone, il cambiamento nelle abitudini di consumo dei lettori, sempre più orientati verso l’acquisto online, ha reso difficile la sopravvivenza di librerie e case editrici più piccole. Ci sono comunque state alcune iniziative interessanti in Italia, come la nascita di librerie-caffè e librerie itineranti, che cercano di offrire un’esperienza alternativa e più coinvolgente per lettori e lettrici.
Un nuovo modello di libreria condivisa
Nel vivace quartiere di Jimbocho, noto per la sua storica concentrazione di librerie, la libreria Honmaru si distingue grazie al suo approccio innovativo. Invece di un normale catalogo curato da editori e librai, qui sono i clienti stessi ad affittare scaffali per esporre le loro collezioni personali di libri. Questa strategia crea una connessione diretta tra chi espone i libri e chi li acquista, consentendo un livello di personalizzazione e indipendenza che raramente si trova nelle librerie tradizionali.

Questo concetto potrebbe essere interessante anche per il panorama italiano, dove c’è ancora un forte legame tra chi legge e le librerie di quartiere. Il modello di scaffali in affitto darebbe la possibilità ai lettori stessi, agli autori indipendenti o alle piccole case editrici italiane di avere visibilità in un contesto fisico, riducendo i costi legati alla distribuzione tradizionale. Con la crescente difficoltà delle piccole librerie a mantenere un ampio assortimento di titoli, questa soluzione potrebbe rappresentare un modo per diversificare l’offerta e attrarre nuovi lettori. Sarebbe fattibile? Chissà!
Perché affittare uno scaffale?
Chi affitta gli scaffali della libreria Honmaru ha l’opportunità di selezionare e promuovere libri che considera importanti o degni di attenzione. Questa iniziativa si rivolge a chi vuole dare spazio a pubblicazioni meno conosciute, indipendenti o a tema specifico, che spesso non trovano posto nei circuiti più commerciali. L’affitto di uno scaffale offre quindi a chi legge un’esperienza più intima e autentica, e agli autori o editori indipendenti una vetrina diretta verso il pubblico.

Anche in Italia numerosi autori emergenti ed editori indipendenti trovano difficoltà a ottenere spazi nelle grandi catene di distribuzione libraria. Librerie indipendenti come la Libreria Verso a Milano o la Libreria IoCiSto a Napoli (ma ce ne sarebbero, per fortuna, tante altre da nominare) promuovono già un contatto diretto tra autori e lettori, ma l’introduzione di un modello simile a quello di Honmaru potrebbe dare ulteriore visibilità a opere che rischiano di essere schiacciate dalla competizione con le grandi case editrici.
L’estetica come parte dell’esperienza
Non solo i contenuti della libreria Honmaru sono innovativi, ma anche il design dell’ambiente è curato nei minimi dettagli. Grazie alla collaborazione con il famoso designer Kashiwa Sato, lo spazio è stato concepito per attrarre sia i lettori appassionati sia chi ama il design contemporaneo. Ogni scaffale ha una personalità unica, e permette a chi lo affitta di differenziarsi, oltre che per i contenuti proposti, anche visivamente.

In Italia molte librerie indipendenti stanno cercando di distinguersi attraverso un’estetica riconoscibile e un’esperienza che va oltre l’acquisto di libri. Le librerie che offrono eventi culturali, come presentazioni di libri o laboratori di scrittura creativa, stanno crescendo. Un esempio è la Libreria Bodoni a Torino o Baak a Bologna, che hanno saputo coniugare design moderno e un ricco calendario di eventi culturali. L’integrazione di un concetto come quello degli scaffali in affitto potrebbe aggiungere un ulteriore livello di partecipazione attiva da parte dei lettori e delle lettrici.
Un modello di business per il futuro delle librerie
Ma torniamo in Oriente. In un’epoca in cui il settore librario affronta una riduzione costante dei punti vendita, Honmaru rappresenta una soluzione innovativa al problema. Con circa 11.000 librerie ancora attive in Giappone nel 2024, ma in rapido declino, modelli come quello di Honmaru potrebbero offrire una via d’uscita per il futuro delle librerie fisiche. Il concetto di scaffali in affitto potrebbe infatti essere replicato su scala più ampia, aiutando librerie e piccoli editori a sopravvivere in un contesto sempre più dominato dalle piattaforme di vendita online.
Allo stesso modo anche in Italia il calo delle vendite di libri nelle librerie tradizionali rappresenta una sfida continua. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori (AIE), c’è una leggera ripresa del settore, ma il numero di librerie indipendenti è in calo costante. L’adozione di un modello condiviso, come quello di Honmaru, potrebbe offrire nuove opportunità alle piccole librerie italiane, consentendo loro di diversificare il modello di business e resistere alla concorrenza online.
Il futuro delle librerie condivise
Secondo il fondatore di Honmaru, lo scrittore Shogo Imamura, il futuro delle librerie non si limita solo alla vendita tradizionale di libri. La libreria condivisa è un modo per ripensare il rapporto tra lettori, scrittori ed editori, e crea un ambiente che incoraggia la scoperta e la partecipazione attiva. Imamura crede che questo modello possa essere esportato anche al di fuori del Giappone, offrendo nuova linfa vitale al settore librario globale.

Come abbiamo visto, anche in Italia molte librerie stanno sperimentando nuovi approcci per rimanere rilevanti. Dai piccoli festival letterari organizzati all’interno dei negozi ai progetti di crowdfunding per salvare librerie storiche, le comunità di lettori e lettrici in Italia stanno cercando modi innovativi per sostenere il mercato editoriale.
La libreria Honmaru rappresenta un interessante esperimento di come l’innovazione e il design possano aiutare a mantenere viva la passione per i libri, nonostante i cambiamenti nel mercato editoriale. Con il declino delle librerie tradizionali, il modello condiviso potrebbe essere una soluzione chiave per preservare l’esperienza di acquistare e scoprire libri in uno spazio fisico, sia in Giappone che in Italia. Un futuro in cui i lettori e le lettrici non solo visitano librerie, ma contribuiscono attivamente alla loro esistenza, è forse già iniziato?
(tutte le foto sono tratte da https://kashiwasato.com/)
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