Quando qualche anno fa ho iniziato a fare sul serio con la scrittura (cioè ho aperto partita IVA) non pensavo che sarebbe stato tutto rose e fiori, e non potevo prevedere ogni minimo scossone che avrei dovuto affrontare.
Come ci sono libri sulle confessioni di chi lavora nei call center o alla cassa del supermercato e su tutte le magagne a cui vanno incontro quotidianamente, sono dell’idea che dovremmo aggiungerci anche noi copywriter/social media manager all’elenco.
Sarà che (con l’età?) sto diventando ancora più sensibile (o sto solo esaurendo la pazienza), ma mi sembra spesso di avere a che fare con chi non rispetta il mio lavoro. Anzi, il lavoro in generale, direi.
Non è questo l’articolo in cui vi dirò i fatti più sconvenevoli con cui ho dovuto avere a che fare per colpa di clienti (chi legge la newsletter, per dirne una, sa che sono stata abbandonata da una cliente con mail del 1° gennaio 🤯), quello merita un post a parte. Voglio solo fare una riflessione a voce alta con voi su quello che – credo – sarà il mio futuro lavorativo. Che, a volte, mettere nero su bianco quello che ci balena saltellante in testa, è il modo più semplice per prendere una decisione.
Faccio troppi lavori?
No. Mi rispondo da sola. Come si vede dalla mia pagina servizi (che, allora, forse molto presto cambierà) ho due macroaree: una digitale (copywriting, social media, newsletter ecc.) e una editoriale (correzione di bozze, editing ecc.).
I servizi non sono tanti, sono solo le tante sfaccettature dei lavori di oggi, soprattutto quelli nel mondo digitale. Basta leggere un qualsiasi annuncio di lavoro per capire quante competenze ci sono richieste. Una copy non deve saper solo scrivere, ma essere anche un po’ grafica, un po’ assistente virtuale, un po’ customer service, un po’ youtuber, un po’ SEO specialist, un po’ ballerina di TikTok, un po’ esperta di marketing. Su alcune cose sono anche d’accordo, non su tutte, ovviamente.
Spesso i/le clienti non hanno rispetto (di noi e del nostro lavoro)
Questo è un problema comune: il/la cliente ne saprà sempre più di noi. Sia che sia vero (a volte capita), sia che ci abbia ingaggiato perché non sa assolutamente nulla del lavoro che ci richiede di fare. Con questo aspetto della faccenda bisogna farci pace il prima possibile. Vietato essere permalosi. Stravietato essere ipersensibili (come me). Sono riuscita a passarci sopra? Mmmmmmm… Forse no, ma l’ho capito solo oggi.
Cosa non voglio più fare
Ci sono lavori che ho deciso non farò più. Se sei mia/mio cliente e li sto facendo per te continuerò a farli, non temere, ma non prenderò più nuovi clienti per i seguenti servizi:
Articoli di blog/testi di siti internet
Non scriverò più per altri, questa è la prima cosa che ho deciso e che non faccio più già da un po’. No, non sono pazza. È la cosa che ci metto di più a fare, perché sono perfezionista e ci metto tanto a scrivere. Io, poi, scrivo sempre in ottica SEO e questo vuol dire che ci sono passaggi in più da fare. In questi anni ho scritto di tutto, dai trattori ai diamanti come dico sempre (è vero!). Sono stufa, stufa, non ne posso più. E da quando ho ripreso a scrivere per me e per il MIO blog l’ho capito ancora meglio. Non ne vale la pena.
C’è poi la questione ChatGPT, che io adoro, eh, ma che ormai tutte e tutti usano per scrivere articoli di blog. Sì, appunto perché lo adoro lo conosco bene e ormai riconosco il suo tocco e il suo tono di voce a prima vista. Niente di male a usarlo, ma editateli i testi che vi fornisce, non pubbicateli così come sono. Però è il solito problema: la maggior parte dei clienti non lo sa ed è a posto così. Chi li ha “scritti” chiede meno di me e tutti sono contenti. Pure io, davvero, perché ho avuto l’opportunità di capire che è un servizio a cui non mi voglio più dedicare 😃
Scrittura newsletter
Da quando ho la mia newsletter ho capito che mi piace troppo scriverla per poter continuare a scrivere quelle degli altri. Quando leggo quelle che mi arrivano e penso che potrebbero non essere scritte da chi me le ha mandate, ma da un/una copywriter, ora ci rimango male. Le newsletter sono una forma di comunicazione così personale, che ho deciso che non voglio più scriverne per altri. Vado contro i miei interessi? Oh, sì. Ma so che è la scelta giusta.
Gestione social media
No, no, no, non lo voglio più fare. Nè Facebook, nè Instagram, nè YouTube. Neanche Pinterest (anche se non è un social, ma un motore di ricerca visivo). Non voglio più lottare contro i mulini a vento degli algoritmi e sentire clienti che piangono perché non raggiungono il tot di follower che vorrebbero o le interazioni che si aspettavano, pubblicando 1 solo post a settimana senza fare ADS. I social, al giorno d’oggi, sono una cosa seria, che va curata, seguita, monitorata. Se si vogliono risultati occorre avere in squadra una persona apposta che si dedichi solo a quello e questo significa fare un investimento. Il problema è che i social sono ancora visti come una sorta di gioco, che per magia ci porta clienti e follower grazie alle foto brutte che abbiamo dato al social media manager e alle info striminzite a riguardo, solo perché non vogliamo investire per averlo in azienda. No, è una dinamica che non fa più per me.
Vale, ma allora che farai? Non lavori più?
Ma no! Che l’affitto lo devo pagare pure io! 😅 Ho solo deciso di rivedere i miei servizi. È tanto che ci penso ma oggi, l’ennesima lamentela di un cliente sui mancati risultati ottenuti su Instagram, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Io alzo le mani signori. Niente arriva con niente e io non voglio più fare parte di questo teatrino al ribasso. Che si parli di social, di articoli di blog, di newsletter. Però questo è un mondo che mi piace e mi è sempre piaciuto, soprattutto quando le cose sono fatte bene. Ma come fare per farle bene?
Ecco allora i miei nuovi servizi ✨
Non sono una persona arcisicura di sé, anzi. Ma una delle poche cose che so è quando sono in grado di fare qualcosa. So scrivere? Sì. So gestire i social in modo che fruttino? Sì. So come si imposta e scrive una newsletter che si fa leggere? Sì. E allora voglio aiutare le altre persone a imparare a farlo. Non facendolo io per loro (che abbiamo visto non essere più la scelta ideale), ma insegnando loro come si fa, per farlo al meglio ed essere autonome.
Vediamo insieme cosa farò! (anche perché metterlo nero su bianco aiuta anche me a rendermene conto):
Articoli di blog/testi di siti internet
Consulenza di scrittura per:
- copywriter freelance alle prime armi o che hanno bisogno di una spinta per andare avanti
- aziende/agenzie con copywriter interni da formare o affiancare
- freelance non copy, ma che vogliono occuparsi di persona del proprio blog.
Scrittura newsletter
Consulenza per:
- scelta miglior piattaforma di gestione newsletter
- impostazione funnel
- frequenza di uscita
- trovare il giusto tono di voce che ti rappresenti.
Gestione social media
Per quanto riguarda Facebook, Instagram e YouTube farò consulenza per:
- gestire al meglio i profili (ottimizzazione, frequenza pubblicazione…)
- capire quando passare dall’organico alle ADS (cioè quando iniziare a fare sul serio)
- cosa pubblicare e quando
- come scrivere BENE le caption dei post sui social.
E Pinterest? E i servizi editoriali?
Calma, calma, ci sono cose che ancora farò, perché ADORO farle. Mi danno soddisfazione e non c’è cliente che brontola che mi farà passare la voglia di farle.
Pinterest
Già da un po’ non faccio più creazione di contenuti per terzi, ma “solo” consulenza. Mi trovo meglio e mi sento molto più utile. Quando una cliente raggiunge un risultato da sola, avendo seguito le mie dritte ed è felice, io lo sono più di lei. Le consulenze su Pinterest, quindi, rimangono, eccome! Anzi, raddoppiano: potrebbe esserci qualche novità in cantiere, per esservi ancora più utile su questa piattaforma. Vi faccio sapere presto!
Servizi editoriali
Il mondo dei libri, della rifinitura dei testi, della correzione di bozze non me lo toglierete mai. È il motore che fa andare avanti le mie giornate (lavorative), forse la cosa che più mi piace fare in assoluto. Continuerò quindi a offrire:
- editing
- correzione di bozze (di libri, slide, articoli di blog, tutto)
- accompagnamento alla pubblicazione (schede di lettura, ricerca agenzia letteraria migliore ecc.)
- paratesti (scrittura di prefazioni, postfazioni, quarte di copertina, bandelle).
Tiriamo le somme, che è ora
Il succo di tutto il discorso? Meno operatività, più consulenza. Mi è sempre piaciuto insegnare quello che so fare (ho fatto la maestra di karate e l’insegnante di italiano per tanti anni) e, pare, mi venga bene. Mi dà più soddisfazione vedere risutati che arrivano grazie a un mio insegnamento, piuttosto che da una cosa che ho fatto io per una terza persona. Ho deciso che le cose che faccio io, le faccio solo per me. Il tempo è poco, e voglio sfruttarlo al meglio per quanto riguarda me. Perché anche io sono una mia cliente e tendo troppo spesso (se non sempre) a scordarmelo.
So fare tante cose, ma insegnare è forse quella che so fare meglio. E voglio sfruttarla, perché penso che una persona che lavora bene e con soddisfazione, sia quello che ci meritiamo di incontrare nel nostro percorso lavorativo.
P.S.
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